Autore: Collettivo Wu Ming
Titolo: L'Armata dei sonnambuli
editore: Einaudi
L'ultimo libro del collettivo di Bologna si presenta immediatamente, fin dalle prime pagine come un romanzo storico scritto in maniera magistrale, una narrativa coinvolgente e veloce ci accompagna fino alla fine, rendendo la lettura piacevole e intrigante in ogni parte. Il lavoro di ricostruzione storica svolto dagli autori offre un bellissimo spaccato del periodo immediatamente seguente alla rivoluzione francese, raggiungendo pienamente l'obbiettivo di far calare il lettore nei panni della popolazione all'indomani del rovesciamento della monarchia, facendo percepire i sogni, le aspettative e gli errori di coloro che capeggiavano la rivoluzione.
Il romanzo parte con la decapitazione del Capeto offrendo una pluralità di punti di vista e di spettatori che già dall'inizio riesce a delineare con precisione ruoli e parti di quello che sembra un'immensa opera teatrale, fatta
di intrecci e drammi con personaggi che si accavallano e si susseguono senza mai perdere forza e personalità. Per tutto il corso della storia non ci limitiamo a leggere del periodo post rivoluzionario ma lo viviamo pienamente, immedesimandoci nei personaggi, nelle storie, nella cultura e nelle novità del periodo del terrore. Sonnambulismo, mesmerismo, ipnosi sono un prestesto per portare fantasia e oscuri intrighi di restaurazione in quello che è un filo conduttore pervasivo ma non ingombrante, che descrive la capacità di suggestione e di influenza sulle masse in periodi di profonda crisi ad opera di chi è solito destreggiarsi bene nell'utilizzo del potere. Un'oscura metafora che si ripete in tutti i frangenti operata da rivoluzionari, restauratori e che porta ad un'attenta riflessione il lettore sull'importanza di non perdere il contatto con il reale, soprattutto durante i momenti di maggiore vulnerabilità.In conclusione siamo di fronte ad un romanzo da non lasciarsi scappare, che non tradisce le aspettative a cui ci hanno abituato gli autori del collettivo Bolognese.

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