“Caduto fuori dal tempo” romanzo di David Grossman,
edito da Mondadori nella collana
Scrittori italiani e stranieri,
esce a distanza di cinque anni dal suo ultimo libro e a
sei della morte del figlio nella guerra israelo-libanese.
Il libro più che un romanzo è
una storia corale, con struttura teatrale e linguaggio poetico; è il racconto di un viaggio, intorno alla città e dentro il dolore, di
diversi personaggi che sono legati dalla stessa perdita. Lo Scriba delle
Cronache Cittadine, il ciabattino, la levatrice, l’anziano insegnante di
matematica e il Centauro (mezzo uomo mezzo scrivania, lo scrittore stesso? )
che cerca disperatamente le parole per raccontare la morte del figlio.
Il libro comincia con l’immagine di un uomo che
improvvisamente decide di partire alla ricerca del “laggiù” , non
identificato, dove spera di poter
incontrare il figlio; non sa dove dirigersi ma nel suo cammino verso lo spazio/tempo dell’esilio incrocia
gli altri personaggi che con intimità e tristezza raccontano del vuoto creato
dalla perdita del proprio figlio.
Il libro è doloroso intimo e
intenso e cerca fino in fondo una consolazione
anche se solo, momentanea ed
effimera.. Ed è proprio alle parole che si affida la salvezza,
il tentativo di accettare se non
superare la perdita
E’ solo che il cuore
Mi si spezza
Tesoro mio,
al pensiero che io…
abbia potuto… trovare
per tutto questo
parole.
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